Turano e` indifendibile: gli elettori in Canada gli voltano le spalle.
Ho seguito con attenzione il botta e risposta tra Luciano Neri e l`amico Luciano Gonella.
Chi scrive conosce da molti anni Il direttore del settimanale “L`Ora di Ottawa” e sinceramente gli attachi rivolti alla sua persona sono non solo personali ma offendono la dignita` di un giornalista che da anni e` in trincea a difesa dei suoi lettori.
Nello scrivere che il Senatore Turano ha partecipato poche volte alle votazioni al Senato e` errato, ma che si voglia far passare per un santo ce ne passa.
Infatti non metto in dubbio quanto scrive Neri. Nutro comunque un forte dubbio delle capacita` di Turano nel rappresentare degnamente I suoi elettori.
Per sua stessa ammissione - alla domanda di un giornalista del suo assenteismo nella Circoscrizione - Turano rispose: “sono stato occupato a votare a Roma per non far cadere Prodi”
Capisco la lealta` verso il suo partitto ma a votarlo non e` stato Prodi, sono stati I cittadini italiani che vivono nel Nord e Centro America.
Allora mi chiedo: Gonella avra` anche esagerato, ma a considerare il suo giornale un straccio e il suo direttore un giornalista da Quattro soldi, questo si` che e` offensivo e privo di fondamenta.
E` vero che siamo in campagna elettorale ed ognuno cerca di coltivare il proprio orticello,
Neri, da Montreal, contesta il dato delle presenze del Turano, così Gonella verifica sul sito del Senato. Ne viene fuori che Turano ha partecipato al 96% e dale pagine del suo giornale chiede scusa.
Un atto nobile da arte direttore, ma per Neri non basta e giu` con gli insulti.
Turano cerca voti dappertutto. Lo faccio, lo e lo fanno i miei avversari.
Quando e` in difficolta` come sembrerebbe in Canada, allora chiede soccorso.
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Rassegna stampa
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 113 - Anno XII, 9 giugno 2005
Canada, Rai International non ha un papà
La provocazione è stata lanciata dal segretario politico dell'Udc Canada Vittorio Coco
Montreal - La Rai in Canada non è monopolio di Giovanni Rapanà e compagni. La provocazione è stata lanciata dal segretario politico dell'Udc Canada Vittorio Coco, che ricorda come sia stati gli accordi presi tra la Rai e i maggior gestori delle trasmissioni via cavo a permettere alla comunità italiana del Paese di fruire dei primi programmi di Rai International. "Un evento storico - mette l'accento Coco - visto che il Canada è stato l'ultimo ad avere i programmi Rai senza filtro, direttamente dall'Italia ". Una battaglia durata oltre cinque anni e vinta dalla comunità originaria dello Stivale, che nei momenti più difficili non si è mai data per vinta.
"La storia di Rai International in Canada è partita da Montreal" aveva detto il direttore di Rai Internationale Massimo Magliaro, nel corso del suo intervento alla puntata de "L'Italiana". In realtà, interviene Coco, la storia della Rai in Canada non sarebbe partita da Montreal "e tantomeno da Giovanni Rapanà, ex presidente del Comites e oggi, grazie ad alcuni compomenti del Comites di Toronto, membro del CGIE".
L'arrivo di Rai International in Canada non è frutto di singole persone, ma di un lavoro concertato e portato a termine con determinazione collegialmente da tutte le istituzioni: Ambasciata d'Italia, Consolati, CGIE, Comites, Governo italiano e canadese, ma soprattutto "dalla grande passione per la cultura italiana da parte di cittadini non solo italiani, ma anche di altre etnie che hanno comunque firmato la petizione per il rilascio della licenza".
L'UDC Canada, in un solo giorno, ha raccolto oltre 5.000 firme: "Cinque - continua Vittorio Coco - sono state le lettere di appoggio alla domanda inviate dalla nostra organizzazione alla CRTC". Se poi qualcuno "vuole a tutti costi dare la paternità della Rai in Canada, che lo faccia pure, ciò non significa che questo risponde a verità". Sin dal primo giorno, conclude il segretario, l'UDC Canada ha creduto fermamente nel progetto Rai International in Canada, lo ha sostenuto con i fatti, "senza ricorrere alle manifestazioni di piazza che non piacciono ai canadesi e che sanno di di vecchia politica all'italiana".
News ITALIA PRESS
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(GRTV) In seguito al terremoto che ha duramente colpito il Molise l'esecutivo del Comitato Nazionale Biancofiore Canada (UDC) riunitosi in seduta straordinaria ha deciso che il ricavato della Festa dell'Amicizia e inaugurazione della Fondazione Don Luigi Sturzo Canada, in programma il 22 novembre alla Regency Banquet Hall, destinato originariamente a borse di studio per gli studenti universitari italo-canadesi, sarà interamente devoluto in aiuti alle popolazioni duramente colpite dal sisma.
L'esecutivo ha deciso di consegnare entro il 15 dicembre un quantitativo di giocattoli o dei computer per i bambini delle scuole di San Giuliano di Puglia, provincia di Campobasso il centro maggiormente colpito. I giocattoli o computer saranno consegnati alle autorità locali da una delegazione dell'UDC Canada che, a proprie spese, si recherà in Molise per testimoniare la solidarietà della comunità italiana di Toronto verso i molisani. Per informazioni e per partecipare alla Festa dell'Amicizia e della solidarietà per i terremotati del Molise: Presidente del Consiglio di amministrazione dell'UDC Canada Cav. Angelo Balsamo telefono 905-856-4474; Vittorio Coco, Segretario esecutivo Fondazione Don Sturzo Canada 416-458-6351 (cell); Ignazio Gatto, Presidente 905- 670-0636; Rocco D’Ambrosio Chair Festa dell’Amicizia e solidarietà 416-740-2144; Antonio Porretta, coordinatore Fondazione Don Sturzo Canada 905-850-3611.
GRTV
11 novembre 2002
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INFORM - N. 103 - 16 maggio 2005
RAI INTERNATIONAL IN CANADA
Vittorio Coco (UDC Canada) : La polemica è chiusa
“Brindiamo ( con spumante italiano) a Rai International in Canada”
TORONTO - La polemica iniziata dal dottor Gino Bucchino capolista del "Progetto Italia-Canada" per il rinnovo del Comites, circoscrizione consolare di Toronto, dopo il recente avvicendamento del presidente, a causa delle dimissioni di Franco Gaspari, ha scatenato reazioni a catena, sia da parte del sottoscritto, sia da altri. Diamo atto alle ultime osservazioni di Gonnella, direttore del giornale "L`Ora di Ottawa". Gli interessi della comunita` italiana in Canada vanno anteposti agli interessi personali e politici dei referenti dei partiti italiani. Sfortunatamente nel passato non e` stato possibile. Per chi ha la memoria corta, ricordiamo la mia battaglia (persa) prima delle elezioni per il rinnovo del Comites della circoscrizione di Toronto. Con una esperienza di oltre quarant’anni in questo meraviglioso paese avevo auspicato una lista unica, senza distinzione di colore politico. I miei amici, Consiglio e Bucchino bocciarono, l`idea perche` volevano contarsi politicamente. Che errore grossolano! A distanza di un anno ci ritroviamo a polemizzare su una faccenda che poteva essere risolta senza drammi e, come sottolinea Gonnella, senza "litigi".
Ora che la lista dell`amico Bucchino e` in minoranza, sarebbe auspicabile stringersi la mano e pensare veramente alla comunita` che ci ha votato. Per fare questo, bisogna abbassare i toni , mettere da parte le animosita`, i rancori e il dolore di aver perso il Comites piu` importante del mondo. Rispettiamo la democrazia, lavoriamo insieme per la comunita` che ci ha eletto, mettiamoci al servizio dei nostri connazionali in Canada, con il meglio delle nostre risorse intellettuali e organizzative; solo cosi`, daremo una grande prova di maturita` e coesione.
Se l`amico Bucchino e` convinto di avere la collettivita`, dalla sua parte, la si vedra` alle elezioni politiche, quando tutti saremo chiamati a scegliere i nostri deputati e senatori. Per ora cerchiamo, se possibile, di collaborare e lavorare tutti insieme.
L`ottenimento della licenza Rai International in Canada dovrebbe insegnarci qualcosa. Questo traguardo e` stato raggiunto grazie a cento mila firme raccolte dagli italiani in Canada. Il merito non e` monopolio di Giovanni Rapana`, Gino Bucchino, Vittorio Coco, Carlo Consiglio o pochi altri. Questa storica meta e` la vittoria piu` assoluta di un lavoro concertato e portato a termine con grande spirito di servizio da tutti nostri connazionali che vivono un questa stupenda nazione.
Insieme si possono fare ancora molte cose, mettiamo parte i nostri interessi politici e ora brindiamo alla grande vittoria: Rai International in Canada. (Vittorio Coco, Segretario politico UDC Canada)
Inform
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Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 119 - Anno XII, 17 giugno 2005 Rafforzata la rete MCL e SIAS in Canada
Roma - Il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli, ha incontrato a Roma il responsabile MCL per Toronto e lo Stato dell'Ontario, Vittorio Coco. Nelle settimane scorse, il vice direttore generale del Patronato SIAS, Roberto Milaneschi, era volato in Canada, dove aveva incontrato proprio Coco e il responsabile del Patronato Sergio Aharonian. La visita, programmata da tempo, è servita per mettere a fuoco il progetto di sviluppo del Patronato SIAS in Ontario.
In particolare, sono state visitate le comunità italo–canadesi di Brantford, Kitchener e Mississauga che hanno espresso, attraverso i loro dirigenti, grande soddisfazione per l'attenzione che il MCL nazionale ha voluto riservare ai loro connazionali, sviluppando il servizio di assistenza sociale del Patronato SIAS in quella regione.
Il presidente del Club Rossini di Brantford, Ennio di Loreto, ha messo a disposizione la sua struttura per poter raggiungere in tempi brevi gli obiettivi programmati. A Kitchener, invece, Chiarenza Rosa ha organizzato una rete di assistenza sociale presso il Cortina Club, ma anche a Cambridge e a Guelph. "Dopo Toronto e Montreal - ha affermato Costalli - si allarga a tutto il Canada la presenza del MCL e del Patronato SIAS. La scelta è quella di portare i nostri servizi anche alle comunità italiane che non vivono nelle grandi città e che fino ad oggi sono state dimenticate ".
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14/06/2005 ore 15.31 Italiani nel mondo
REFERENDUM 12 GIUGNO/ COCO (UDC CANADA) : LA SCONFITTA DELLA SINISTRA
IN CANADA NON È IMPUTABILE AL CONSOLATO CENERALE DI TORONTO
TORONTO\ aise\ -"Le sue affermazioni, non meriterebbero neanche una risposta, lo facciamo soltanto perché siamo stati chiamati in causa.Noi dell' UDC Canada, abbiamo e, direi con saggezza, seguito le indicazioni venutaci dalla Chiesa e dalla nostra coscienza. Ci siamo astenuti perché ce lo consente la nostra Costituzione.". E' la secca replica del Segretario Politico dell'UDC Canada, Vittorio Coco, alle affaremazioni del Responsabile DS in Canada, Gino Bucchino vedi aise.
“Gino Bucchino”, riconosce,inoltre, Coco, “ è troppo intelligente per non capire certe finezze. La lettura che ha voluto dare alla sconfitta del Referendum da parte degli elettori italiani della Circoscrizione Consolare di Toronto, non sta ne in cielo ne in terra. Sarebbe meglio se iniziasse ad essere meno arrogante e più onesto ammettendo il fallimento della politica di sinistra e che le cose in Canada non stanno esattamente come vorrebbe far credere a chi è lontano dalla realtà canadese.”. (aise)
vedi anche
(vedi aise del 14 giugno h.11.53)
(vedi aise del 10 giugno h.18.29)
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IL REFERENDUM VISTO DA TORONTO
Toronto - Anche per gli italiani all’estero il referendum non e’ da fare e, come in Italia, in tutte le circoscrizioni ha vinto l’astensionismo:nella circoscrizione consolare di Toronto, sono stati spediti 73.205 plichi elettorali dei quali 6.909 sono rientrati con le schede di votazione, altri 7.700 invece restituiti al mittente per mancato recapito al destinatario. Mentre in Italia le dichiarazioni dei politici sia di destra che di sinistra, sono state nella grande maggioranza pacate anche perche’, come e’ stato sottolineato, si e’ trattato di un voto trasversale esponenti della destra hanno votato a favore - mentre contro si sono espressi altri della sinistra - cosi’ non sembra essere stato per alcuni “politici” di Toronto che, in alcuni casi, non usano toni diplomatici. Per Carlo Consiglio, esponente di Alleanza Nazionale e consigliere del Cgie, si e’ trattato di una “vittoria che ha una valenza politica e ancor piu’ rilevante se si tiene conto che tutti i rappresentanti politici del centro sinistra, anche della Margherira che in Italia indica l’astensione e alla quale, per l’occasione, si e’ aggiunta anche Forza Italia, hanno indicato per il si. E non a parole ma spendendo migliaia e migliaia di dollari...” Claudio Lizzola, consigliere Cgie e rappresentante di Forza Italia in Canada, “corregge” Consiglio, rispondendo che “Forza Italia in Canada non ha dato alcuna indicazione se votare si, no, scheda bianca o astenersi”. Lizzola aggiunge:”Vorrei tuttavia osservare che non si potra’ parlare di una vittoria o di una sconfitta di una parte politica verso l’altra.Infatti le opinioni espresse dai vari leader sono state del tutto trasversali. Per esempio Prodi, Rutelli e Mastella per questa occasione hanno ab bandonato le posizioni della sinistra e si sono ovviamente schierati sul fronte dei cattolici;Fini e’ stato vituperato dai suoi compagni di partito per aver abbracciato il fronte del Si e tanti autorevoli membri di Forza Italia hanno appoggiato tanto l’una che l’altra parte”. Alle dichiarazioni di Consiglio risponde anche Gino Bucchino, esponente della sinistra e consigliere Cgie. Questi scrive di non meravigliarsi per le manifestazioni di giubilo di Consiglio e “Peccato pero’ che sbagli affermando cose che non rispondono minimamente alle realta’ dei fatti...Saranno sufficienti poche righe per far capire agli attenti lettori come sono andate le cose.Non c’entra niente innanzi tutto la presunta “forte” campagna a favore dell’astensionismo portata avanti dalla stesso Avvocato Consiglio nei suoi rari inviti rivolti ai connazionali dalla radio, ne’ gli ancor piu’ rari commenti del responsabile UDC in Canada VittorioCoco”. “La verita’ - scrive Bucchino - sulla scarsa partecipazione dei nostri connazionali e’ un’altra.Nonostante le assicurazioni fornite dal Consolato i plichi del referendum sarebbero giunti ai domicili dei nostri connazionali (prima e certo non oltre) del 29 maggio, in realta’ i primi plichi sono arrivati nelle case di Toronto solo il 3 giugno, venerdi’.In altre citta’, come Winnipeg, nemmeno a questa data...In queste condizioni e’ un vero miracolo che alcune migliaia di schede votate siano state restituite in tempo..”. A proposti della propaganda per il referendum, Bucchino precisa:”Moltissimo e’ stato fatto dal Comitato per il Si che attraverso giornali, interviste e spot radiofonici certamente ha ottenuto l’enorme risultato di informare anche da un punto di vista tecnico, la collettivita’ sulle delicatissime questioni poste dai quesiti referendari”. A Bucchino ribatte Vittorio Coco con un “La sconfitta della sinistra in Canada non e’ imputabile al Consolato Generale di Toronto”. Dopo aver premesso che “Noi dell’UDC Canada abbiamo e, direi con saggezza, seguito le indicazioni venuteci dalla Chiesa e dalla nostra coscienza” scrive che Bucchino “non potendo prendersela con i suoi avversari politici ha tirato in ballo il Consolato Generale” e “ la lettura che ha voluto dare alla sconfitta del referendum da parte degli elettori della Circoscrizione di Toronto non sta ne’ in cielo ne’ in terra, sarebbe meglio se iniziasse a essere meno arrogante e piu’ onesto ammettendo il fallimento della politica di sinistra e che le cose in Canada non stanno esattamente come vorrebbe far credere a chi e’ lontano dalla realta’ canadese”. Risponde Bucchino chiedendo a Coco perche’ “Prima ha creato un Comitato per il No, poi ha voltato il cavallo in direzione dell’astensione. E questo si chiama coerenza”?
Lo Specchio 17 Giugno 2005
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(GRTV) Il 29 novembre è stata inaugurata a Toronto la “Fondazione Don Luigi Sturzo Canada”. Presenti il Console Riccardo Zaninni, il Sindaco di Vaughan, Michel Di Biase, l’Onorevole Mario Sergio, Padre Luigi e tanta gente comune. Dall’Italia sono arrivate le felicitazioni del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, del Presidente della Camera, Onorevole Pier Ferdinando Casini, quelle del Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini e del Sottosegretario ai beni culturali On. Nicola Bono. Originariamente la festa, organizzata dalla Fondazione Don Luigi Sturzo con il patrocinio del Comitato Nazionale Biancofiore (UDC) Canada, era stata organizzata per celebrare la Fondazione e raccogliere fondi per borse di studio da assegnarsi a studenti italo-canadesi, laureandi in scienze politiche e sociologia.
Un’iniziativa che il Comitato organizzatore ha deciso di rimandare in seguito al terremoto del Molise, decidendo così di devolvere l’intero ricavato della serata a beneficio degli alunni della scuola di San Giuliano di Puglia. Come si ricorderà, il terremoto ha distrutto la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, seminando morte e distruzione. Ventisei bimbi della prima elementare, classe 1996, sono rimasti seppelliti sotto le macerie.
L’intero ricavato della raccolta sarà perciò interamente devoluto ai 32 bambini delle altre classi elementari. Nel suo intervento Donina Lombardi madrina della serata e presidentessa della Commissione borse di studio ha sottolineato che l’iniziativa delle borse di studio seguirà in futuro e che nei momenti difficili, come quelli che stanno attraversando in Molise, la Fondazione è e sarà sempre pronta a fornire il suo contributo.
“L’aiuto nel Molise è urgente - ha affermato Donina Lombardi- e la nostra organizzazione è pronta a fare la propria parte”. E la propria parte l’ha fatta anche il foltissimo pubblico in sala che ha trasformato la serata in una gara di solidarietà. Tra lotteria, asta, donazioni dei presenti in sala, moltissimi i delegati di associazioni i club comunitari, sono stati raccolti oltre $ 27,000 che verranno divisi in trentadue vaglia internazionali di $ 900.00 ciascuno.
Entro il 15 dicembre una delegazione composta da Tony Porretta, coordinatore della Fondazione Luigi Sturzo, Rocco D’Ambrosio, chair della serata, Pino Cea, consigliere dell’UDC Canada, Ignazio Gatto , presidente della Fondazione e Vittorio Coco, segretario politico del Comitato Nazionale UDC Canada e direttore esecutivo della Fondazione, si recheranno, a proprie spese in Molise per deporre una corona d’alloro nel cimitero dove risposano “i piccoli angeli” e per consegnare personalmente il ricavato della serata alle autorità locali. “La Fondazione Don Luigi Sturzo Canada - ha affermato Coco - intende sviluppare molte delle sue attività in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali”. “Il vostro contributo – ha concluso Coco - è andato oltre le nostre aspettative. Il nostro è lavoro di organizzatori è stata una piccola goccia d’acqua nell’oceano il vostro, carissimi amici, è stato un atto di bontà cristiana”.
GRTV
6 dicembre 2002
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